Scarpe per la pioggia: quali scegliere e come proteggere pelle e camoscio
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Quando inizia a piovere, davanti alla scarpiera nasce spesso lo stesso dubbio: quali scarpe posso mettere senza bagnarmi i piedi o rischiare di rovinarle? La risposta dipende soprattutto dal materiale, dalla costruzione della calzatura e dal livello di protezione dall'acqua per cui è stata progettata.
Uno stivale in gomma, uno stivaletto in pelle resistente all'acqua e una normale scarpa in pelle o camoscio non sono infatti la stessa cosa. Da Bruno Calzature, quando consigliamo una scarpa per le giornate di pioggia, partiamo proprio da questa distinzione: bisogna capire quanta acqua dovrà affrontare la calzatura e per quale utilizzo verrà indossata.
Quali scarpe mettere quando piove?
Se sappiamo di dover affrontare una giornata particolarmente piovosa, la scelta più sicura è una calzatura progettata specificamente per proteggere dall'acqua.
Per una pioggia intensa, pozzanghere, passeggiate all'aperto o situazioni in cui sappiamo che la scarpa rimarrà a lungo esposta all'acqua, uno stivale Wellington in gomma rappresenta una soluzione molto diversa da una normale scarpa in pelle.
Per l'utilizzo quotidiano in città e condizioni di maltempo meno estreme, invece, può essere sufficiente uno stivaletto costruito con pelle resistente all'acqua e una suola con buona aderenza, sempre tenendo conto delle caratteristiche dichiarate dal produttore.
È importante quindi conoscere una distinzione che spesso genera confusione.
Impermeabile e resistente all'acqua non significano la stessa cosa
Una calzatura resistente all'acqua è realizzata o trattata per sopportare un certo contatto con l'acqua, ma questo non significa che possa rimanere immersa o affrontare indefinitamente pioggia intensa senza far penetrare umidità.
Una calzatura impermeabile, invece, è progettata per impedire all'acqua di penetrare nelle condizioni d'uso previste dal produttore.
Anche uno spray idrorepellente può aumentare la protezione di determinati materiali, ma non trasforma automaticamente una normale scarpa in una calzatura completamente impermeabile.
Prima di acquistare una scarpa pensando di utilizzarla sotto la pioggia, quindi, è sempre meglio controllare le caratteristiche specifiche del modello.
Blundstone: si possono usare quando piove?
Le Blundstone sono una delle soluzioni che proponiamo spesso in negozio per affrontare l'autunno e l'inverno, ma è importante essere precisi sulle loro caratteristiche.
Secondo le indicazioni ufficiali del brand, gli stivaletti Blundstone con tomaia in pelle, camoscio e nabuk sono resistenti all'acqua. In caso di utilizzo intenso nelle giornate piovose, il produttore consiglia inoltre l'impiego del proprio Waterproof Spray. La serie Thermal, invece, viene dichiarata completamente impermeabile e indicata anche per pioggia e neve.
Su diversi modelli Originals, per esempio, Blundstone utilizza pelle premium resistente all'acqua da 2,5 mm e una suola in TPU progettata per offrire aderenza e stabilità.
Questo rende le Blundstone particolarmente interessanti per chi cerca uno stivaletto versatile da utilizzare tutti i giorni anche quando il tempo cambia, senza necessariamente indossare un vero stivale da pioggia.
Ma resistente all'acqua non significa impermeabile: se prevedi molte ore sotto pioggia intensa, pozzanghere profonde o condizioni particolarmente bagnate, è preferibile scegliere una calzatura progettata specificamente per quel tipo di utilizzo.
Dai un'occhiata alla nostra collezione Blundstone.
Barbour Wellington: quando serve un vero stivale da pioggia
Quando l'obiettivo principale è affrontare acqua e pioggia, la soluzione cambia.
I Barbour Wellington nascono precisamente per questo utilizzo. Il brand propone stivali da pioggia in gomma, sia da uomo sia da donna, pensati per mantenere i piedi asciutti durante giornate piovose, passeggiate in campagna e utilizzo quotidiano all'aperto.
A seconda del modello cambiano altezza, costruzione e caratteristiche. Il Barbour Abbey Wellington, per esempio, utilizza una robusta struttura in gomma e una suola pensata per condizioni atmosferiche avverse; il Bede Wellington utilizza una tomaia in gomma vulcanizzata e una suola resistente.
Sono quindi una scelta particolarmente sensata quando sappiamo già che dovremo affrontare molta acqua.
È anche una questione di utilizzo: per entrare e uscire dall'ufficio durante una normale giornata autunnale può essere più versatile uno stivaletto come Blundstone; per una giornata di pioggia intensa, una passeggiata nel fango o diverse ore all'aperto, il Wellington in gomma nasce con uno scopo differente.
Dai un'occhiata alla nostra collezione Barbour.
E le normali scarpe in pelle? Si rovinano con la pioggia?
Una delle convinzioni più diffuse è che una scarpa in pelle si rovini non appena prende qualche goccia d'acqua.
Non è così semplice.
Una pioggia leggera occasionale non significa automaticamente aver rovinato una scarpa in pelle. Molto dipende dal tipo di pelle, dalla sua finitura, dagli eventuali trattamenti protettivi, dalla quantità d'acqua assorbita e soprattutto da ciò che facciamo dopo.
Il problema aumenta quando la pelle si impregna completamente d'acqua o viene sottoposta frequentemente a umidità senza una corretta manutenzione.
L'acqua e la successiva asciugatura possono modificare temporaneamente l'aspetto del materiale e, se gestite male, favorire nel tempo irrigidimento, deformazioni o perdita delle caratteristiche originarie della pelle.
Per questo, quando sappiamo in anticipo di dover affrontare una giornata di pioggia intensa, una normale scarpa in pelle non dovrebbe essere considerata equivalente a una scarpa impermeabile.
Cosa fare se le scarpe in pelle si bagnano?
La prima cosa da fare è semplice: non cercare di asciugarle velocemente con il calore.
Se sono molto bagnate:
- tampona delicatamente l'acqua in eccesso con un panno pulito;
- togli i lacci, se presenti;
- inserisci eventualmente all'interno carta bianca assorbente senza comprimere eccessivamente la scarpa;
- lasciale asciugare naturalmente a temperatura ambiente;
- tienile lontane da termosifoni, phon, stufe e altre fonti di calore;
- soltanto quando sono asciutte valuta l'eventuale trattamento previsto per quel tipo di pelle.
Quest'ultimo punto è particolarmente importante. Blundstone, per esempio, avverte esplicitamente di non asciugare gli stivaletti vicino al fuoco o a fonti di calore artificiali perché la pelle potrebbe indurirsi, restringersi, rompersi o arrivare a separarsi dalla suola.
A volte, quindi, non è la pioggia in sé a creare il danno maggiore, ma il tentativo di asciugare la scarpa troppo velocemente.
E il camoscio? Si può indossare quando piove?
Anche qui bisogna evitare una risposta troppo assoluta.
Non tutto il camoscio è uguale e camoscio trattato per resistere all'acqua e normale camoscio non trattato non devono essere considerati allo stesso modo.
Esistono, per esempio, Blundstone realizzate in pelle scamosciata premium resistente all'acqua. Per questi modelli il produttore indica anche l'utilizzo periodico di uno spray idrorepellente e antimacchia.
Questo non significa però che qualsiasi sneaker, mocassino o stivale in camoscio possa essere utilizzato tranquillamente sotto un acquazzone.
Se non conosci le caratteristiche della scarpa e sai che dovrai affrontare molta pioggia, è più prudente scegliere un'altra calzatura.
Cosa fare se una scarpa in camoscio si bagna?
Se vieni sorpreso dalla pioggia, non iniziare immediatamente a strofinare il camoscio.
Tampona delicatamente l'umidità in eccesso e lascia asciugare la scarpa naturalmente, lontano dalle fonti di calore. Una volta completamente asciutta potrai valutare la superficie, spazzolare delicatamente il materiale ed eventualmente ripristinare il trattamento protettivo previsto.
Abbiamo dedicato una guida completa proprio su questo argomento: “Come pulire le scarpe in camoscio senza rovinarle”. Qui spieghiamo anche come intervenire su fango, macchie, segni e camoscio bagnato.
Come proteggere pelle e camoscio prima della pioggia
La prevenzione può fare una grande differenza, ma anche qui bisogna utilizzare il prodotto giusto.
Esistono spray e trattamenti idrorepellenti formulati per pelle, camoscio e nabuk. Prima di applicarli bisogna verificare che siano compatibili con il materiale della scarpa, seguire le istruzioni del produttore e, quando opportuno, effettuare una prova in una zona poco visibile.
Il trattamento deve inoltre essere rinnovato secondo necessità: l'idrorepellenza non è necessariamente permanente.
E ricordiamo ancora una volta la distinzione fondamentale: proteggere una scarpa dall'umidità non significa renderla equivalente a uno stivale impermeabile in gomma.
Anche la suola conta quando piove
Quando scegliamo una scarpa per il maltempo tendiamo a concentrarci solamente sulla tomaia, ma sotto la pioggia è importante anche ciò che abbiamo sotto il piede.
Una buona suola deve offrire stabilità e aderenza adeguate alle superfici bagnate.
Una suola liscia ed elegante può comportarsi diversamente da una suola scolpita e strutturata. Questo non significa che qualsiasi suola carrarmato impedisca di scivolare, ma che materiale, disegno del battistrada e costruzione della suola fanno parte della scelta della scarpa, esattamente come la tomaia.
È uno dei motivi per cui, da Bruno, quando consigliamo una scarpa per l'autunno e l'inverno non guardiamo soltanto se “sembra resistente”: consideriamo materiali, costruzione, suola e utilizzo reale che ne farà la persona.
5 errori da non fare quando le scarpe si bagnano
Ci sono comportamenti apparentemente innocui che possono danneggiare una scarpa più dell'acqua stessa:
- mettere immediatamente le scarpe sul termosifone;
- utilizzare il phon per accelerare l'asciugatura;
- strofinare energicamente pelle o camoscio ancora bagnati;
- applicare detergenti o prodotti casuali senza conoscere il materiale;
- riporre le scarpe ancora umide nella scatola o in un ambiente chiuso.
La regola più semplice è lasciare alla scarpa il tempo di asciugarsi naturalmente e intervenire successivamente con il trattamento adatto al materiale.
Blundstone o Barbour Wellington: quale scegliere quando piove?
Non sono due alternative perfettamente equivalenti, perché rispondono a esigenze diverse.
Se cerchi uno stivaletto versatile per città, quotidianità e giornate di tempo variabile, una Blundstone resistente all'acqua può essere una soluzione molto interessante. Va però scelto il modello corretto e rispettato il livello di protezione dichiarato dal produttore.
Se invece cerchi una calzatura specifica per pioggia intensa, pozzanghere, fango o molte ore all'aperto, un Wellington Barbour in gomma nasce proprio per affrontare queste condizioni.
Da Bruno Calzature abbiamo scelto entrambe le tipologie proprio perché non esiste una sola “scarpa da pioggia” adatta a qualsiasi situazione.
Barbour Wellington / collezione Barbour
Domande frequenti sulle scarpe per la pioggia
Quali sono le scarpe migliori da mettere quando piove?
Dipende dall'intensità della pioggia e dall'utilizzo. Per molta acqua e utilizzo prolungato sono preferibili calzature progettate specificamente per il maltempo, come gli stivali Wellington in gomma. Per l'uso quotidiano possono essere adatti anche stivaletti resistenti all'acqua, purché se ne conoscano caratteristiche e limiti.
Le Blundstone sono impermeabili?
Non tutte. Blundstone dichiara gli stivaletti con tomaia in pelle, camoscio e nabuk resistenti all'acqua; la serie Thermal viene invece dichiarata completamente impermeabile. In caso di utilizzo intenso sotto la pioggia il brand raccomanda inoltre un trattamento Waterproof Spray.
Le scarpe in pelle si rovinano se prendono la pioggia?
Qualche goccia d'acqua non significa automaticamente rovinare una scarpa in pelle. Il rischio dipende dal tipo di pelle, dai trattamenti, dalla quantità d'acqua e dalla manutenzione successiva. Una scarpa normale in pelle non deve però essere considerata automaticamente impermeabile.
Il camoscio si rovina con la pioggia?
Dipende dal materiale e dal trattamento. Esistono camosci resistenti all'acqua, ma una normale scarpa in camoscio non trattato può assorbire umidità e sviluppare aloni o variazioni nell'aspetto. Se si bagna, è importante lasciarla asciugare naturalmente prima di intervenire.
Come asciugare velocemente le scarpe bagnate?
La soluzione migliore non è accelerare l'asciugatura con il calore. Tampona l'acqua in eccesso e lascia asciugare le scarpe a temperatura ambiente, eventualmente utilizzando carta bianca assorbente all'interno. Evita phon, termosifoni e altre fonti di calore diretto.
Lo spray impermeabilizzante rende impermeabile qualsiasi scarpa?
No. Un trattamento idrorepellente può aumentare la resistenza all'umidità di un materiale compatibile, ma non trasforma automaticamente la costruzione di una normale scarpa in quella di una calzatura impermeabile.
La scarpa giusta dipende anche da quanta pioggia devi affrontare
Quando scegliamo una scarpa per una giornata di maltempo non dovremmo chiederci soltanto se sia bella o sufficientemente robusta. Dovremmo domandarci dove la utilizzeremo, per quanto tempo rimarrà esposta all'acqua e quale livello di protezione offre realmente.
È la differenza tra una normale scarpa in pelle, uno stivaletto resistente all'acqua e un Wellington progettato specificamente per la pioggia.
Nei nostri negozi Bruno Calzature di Perugia possiamo aiutarti a scegliere il modello più adatto all'utilizzo che ne farai e spiegarti come prendertene cura nel tempo.
Questa guida fa parte della Guida alle Scarpe Bruno, il nostro spazio dedicato a calzata, materiali, comfort, manutenzione e scelta delle scarpe, costruito sull'esperienza maturata ogni giorno in negozio dal 1968.